L’uomo è ciò che mangia: l’arte della pasticceria

Circa un anno e mezzo fa è uscita questa inchiesta del programma Report sull’olio di palma.

Al di là di tutte le questioni che sono nate in merito a questo argomento (di cui è stato davvero scritto tanto, spesso troppo e a volte male, quindi non aggiungerei altro) voglio raccontare cosa mi è capitato esattamente il giorno dopo.

Un cliente curioso

Ero come mio solito nel negozio dell’azienda per controllare i prodotti e parlare in caso di bisogno con i clienti, quando noto che uno di essi si avvicina alla postazione dove teniamo quello che viene definito “libro unico degli ingredienti”, ovvero un libro contenente tutti gli ingredienti, allergeni e quant’altro possa essere utile ad una corretta informazione.

Il cliente lo prende ed inizia a sfogliarlo con poca decisione (sembrava non cercasse niente di particolare), così mi avvicino felice di rendermi utile se possibile chiedendo di cosa aveva bisogno. Il signore molto gentilmente mi ha risposto che stava controllando gli ingredienti per vedere dove era contenuto l’olio di palma (aveva visto la trasmissione che ne parlava il giorno prima).

Da anni controllo le materie prime che seleziono, anche i semilavorati che utilizzavo una volta (ad esempio spalmabili al cioccolato), e spiego al cliente che da anni seleziono un certo tipo di qualità e di conseguenza anche che tipi di oli utilizzavamo in azienda. Ripeto: non voglio dare giudizi su cosa è meglio o peggio, questo lo lascio ad esperti,. Desidero solo parlare delle scelte personali.

La risposta del cliente mi ha lasciato perplesso. La risposta è stata: “bene, allora siete dignitosi”.

Aveva ragione Ludwig Feuerbach…

Cioè? Cosa significa?

Io sinceramente mi sono sentito preso alla sprovvista perché il pensiero che mi ha attraversato è stato: fino all’altro ieri nessuno si informava, e adesso tutti attenti alla qualità.

È proprio vero quello che diceva Ludwig Feuerbach (sua la frase del titolo): l’uomo è ciò che mangia. Qui una breve parte del saggio “Il mistero del sacrificio o l’uomo è ciò che mangia (1862)”:

“La teoria degli alimenti è di grande importanza etica e politica. I cibi si trasformano in sangue, il sangue in cuore e cervello, in materia di pensieri e sentimenti. L’alimento umano è il fondamento della cultura e del sentimento. Se volete far migliorare il popolo, in luogo di declamazioni contro il peccato, dategli un’alimentazione migliore. L’uomo è ciò che mangia.”

(Ludwig Feuerbach)

Ed io oggi aggiungerei: l’uomo è ciò che mangia anche quando non si informa correttamente. Noi oggi siamo una società iperalimentata (il cibo lo troviamo dappertutto) ma iponutrita. Quindi siamo sicuri che il cibo che abbiamo ci nutra correttamente?

L’arte della pasticceria

Senza voler andare a parlare di diete (e per dieta intendo tipo di cibo che si ingerisce, non dieta dimagrante che è un’altra cosa) voglio aggiungere che nella pasticceria si vende non solo un alimento, ma una vera e propria emozione che collega tante persone insieme. La definirei quasi un’esperienza mistica. Provate a pensare a tutti i passaggi che compongono un dolce: qualcuno avrà prodotto la materia prima (burro, zucchero, farina, uova), qualcuno l’ha lavorata, qualcun altro ha creato qualcosa, qualcuno l’ha assaggiata e apprezzata.

Questa cosa è ancora più vera nel senza glutine, che diventa un’esperienza in cui serve vero impegno per dare a tutti un prodotto eccezionale da condividere. Da sempre l’arte della pasticceria è condivisione di un momento speciale.

Il mio consiglio è informarsi e capire cosa si sta mangiando, andando anche a conoscere le persone dietro il processo che le compone. In un sistema che possa dare valore a tutti.

Ricetta: glassa al cioccolato senza glutine

Qui di seguito la ricetta di una glassa al cioccolato senza glutine per glassare profitterole o torte al cioccolato, quindi solo un componente di un vasto mondo di dolci. A voi la scelta di come utilizzarlo per dargli valore.

Ingredienti:

  • 550 g acqua
  • 500 g panna
  • 250 g cacao in polvere
  • 550 g zucchero semolato
  • 250 g sciroppo di glucosio
  • 30 g gelatina in fogli

Procedura:

Mettere in ammollo la gelatina in 150 g di acqua. Appena sarà molle mettere il tutto in microonde per 30’’. Scaldare la panna con l’acqua, lo zucchero e lo sciroppo di glucosio. Aggiungere la gelatina e miscelare in modo energico.

Lasciare riposte in frigo ben coperta e quando se ne ha bisogno scaldare leggermente la microonde.

Di seguito il glassaggio di un profitterole.

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A proposito di olio di palma: se volete farvi un’opinione superpartes sull’olio di palma e capire bene di cosa si sta parlando, vi lascio questo articolo e questo video (un po’ lungo ma vale la pena):

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