Sensibilità al glutine, sensibilità al cambiamento

La nostra società oggi è diventata una società frenetica. In molte occasione il mondo corre così veloce che il nuovo diventa vecchio in tempi rapidi. Quando ripenso alla storia della mia famiglia e della mia azienda questo processo diventa ancora più chiaro.

Famiglia Bonati: un po’ di storia

Mio papà nel 1955 (aveva 18 anni) si era messo in testa di comprare un piccolo forno che riusciva a cuocere circa 20 croissant alla volta.

Dopo 7 anni ha aperto la sua azienda ed aveva il suo primo collaboratore. Non aveva punto vendita e forniva bar, organizzava torte di matrimonio e faceva catering per eventi.

Dopo circa 20 anni ha inaugurato una nuova azienda che si è specializzata nella produzione rigorosamente artigianale di croissant ed aveva il suo primo punto vendita. All’inizio il punto vendita era davvero piccolo e il laboratorio magazzino davvero grandi (è arrivato ad avere più di 20 collaboratori e sfornava 20.000 croissant al giorno). Ma i tempi cambiano e la capacità dell’imprenditore è prevedere quello che accadrà (o almeno pensarci).

E così dopo 14 anni apre accanto al punto vendita una caffetteria con 9 tavolini. Il lavoro cambiava e anche la struttura cambiava.

Dopo 6 anni ha acquistato un negozio nella parte alta di Bergamo (detta Città Alta, infatti la domanda che tutte le persone fanno quando incontrano un bergamasco è: sei di Bergamo sopra o sotto?).

Poi nel 2005 mio padre è venuto a mancare, il negozio in città alta è stato venduto e abbiamo dovuto ripensare all’azienda.

Nel 2007 la caffetteria si è allargata a più di 20 tavolini e il focus della produzione è diventato il cliente diretto senza intermediari.

Nel 2010 si è rivoluzionata completamente la produzione: nel 2014 ho aperto laboratorio e punto vendita senza glutine, che un po’ alla volta (per qualità e attenzione ai prodotti) si sta espandendo moltissimo.

Nel 2015 ho iniziato ad autoprodurmi. Ero stanco che gli altri decidessero cosa ci doveva essere nei miei prodotti. Volevo avere la libertà di scegliere la frutta per le mie confetture e i mie succhi, le nocciole per le spalmabili, la frutta secca per le mie lavorazioni.

In poche righe 2 generazioni che evolvono.

Sensibilità al glutine: un intero ecosistema alimentare è cambiato

Oggi quello che mi sento di consigliare a professionisti e non solo, è di essere sensibili al cambiamento (a questo proposito ti consiglio di leggere questo bellissimo libro che spiega molto bene quello di cui è importante tenere conto).

Per avere un parametro oggi bisogna cambiare con la velocità con cui arriva un iPhone nuovo o un suo aggiornamento: a quella velocità oggi va il mondo. Si parla di qualche anno o addirittura mesi, ma se rileggi la storia della mia azienda, non è così strano: 20 anni, 14 anni, 6 anni, 4 anni, 2 anni, 1 anno. Così i cambiamenti si sono avvicendati.

Nel mondo del senza glutine questo processo si sente ancora di più: in pochi anni un intero ecosistema alimentare è cambiato (pensa che negli anni ’60 si vendeva la pasta glutinata perché si diceva facesse davvero bene ai bambini, qui un articolo fantastico ed imperdibile di Dario Bressanini).

Oggi bisogna cambiare, adattarsi e soprattutto rinnovarsi, partendo anche dalle cose più semplici, come una pasta frolla senza glutine. Ecco una ricetta semplice e ottima per realizzarla.

Ricetta: pasta frolla senza glutine

Ingredienti:

  • 400 g mix farine senza glutine
  • 110 g farina di riso
  • 170 g burro
  • 180 g zucchero
  • 135 g uova
  • 0,2 g bicarbonato di sodio
  • 0,3 g sale

Procedura:

Impastare tutto insieme e lasciare riposare stesa e ben coperta in frigo per una notte.

 sensibilità al glutine - esempio pasta frolla 

Il giorno dopo stendere all’altezza desiderata e creare i prodotti che si desidera

sensibilità al glutine - esempio pasta frolla sensibilità al glutine - esempio pasta frolla

Se il mondo acquisisce sensibilità al glutine non si può far finta di niente e dire “continuo a fare le stesse cose perché ho sempre fatto quelle e sono sempre andate bene”: non era vero una volta, figuriamoci adesso.

Cambiare in un mondo che cambia è l’avventura più entusiasmante che si possa vivere.

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