Conservanti sì, conservanti no

Chiunque sia stato stato il padre di una malattia, una alimentazione non corretta ne è stata la madre 

(George Herbert)

Il mondo dei conservanti è da sempre una mia grande passione, e mi stupisco spesso della grande disinformazione che viene perpetrata e che non lascia la giusta libertà di scelta al consumatore.

Da sempre l’essere umano cerca un modo per conservare il cibo per lungo tempo: migliaia di anni fa c’era la necessità di mantenere il cibo a lungo per via della scarsità dello stesso o per periodi climatici avversi. I più grandi conservanti ed antiossidanti del mondo sono naturali: troviamo prodotti come lo zucchero e il sale (vedi la carne salata o similari), e molti non lo sanno ma anche il rosmarino è un importante antiossidante.

Oggi però davanti ad etichette in cui leggiamo sigle di additivi alimentari ci ritraiamo sospettosi perché chissà quali diavolerie chimiche ci avranno messo dentro, e quindi pensiamo che non possa essere definito naturale.

Conservanti e data di scadenza

Desidero quindi dare un po’ di corretta informazione: se vedi un prodotto al supermercato con scritto “senza conservanti” e una data di scadenza superiore ai 3 mesi per prodotti secchi e superiore alla settimana per prodotti freschi, ti consiglio di diffidare. Ci sono poi delle eccezioni, ma spesso le indicazioni sono fuorvianti (a questo proposito suggerisco questo interessantissimo articolo su chimica, naturale e conservanti)

Una cosa importante è anche definire il significato della data di scadenza. Ad esempio troverete a volte la dicitura “da consumarsi preferibilmente entro il”, con una data che può essere giorno mese anno o mese anno (ad esempio da consumarsi preferibilmente entro il 31\12\2016 o da consumarsi preferibilmente entro fine 12\2016). Sono corrette entrambe e ci danno un’importante indicazione: che il prodotto potrebbe scadere prima della suddetta data o se conservato bene potrebbe essere buono anche dopo la scadenza indicata. Ripeto, “potrebbe”.

Conservanti e scadenza nei prodotti artigianali

Quando si compra un prodotto artigianale è molto importante capire questa differenza. Vi riporto un episodio che mi è capitato e che trovo esplicativo per questa situazione. Anni fa un’anziana signora aveva riportato nel negozio una torta morbida da banco aperta e consumata per metà (era tipo un plumcake) e questo prodotto aveva sviluppato della muffa in superficie. La signora lamentava il fatto che la scadenza era di lì a due giorni. Per la mia esperienza ed in modo un po’ provocatorio avrei voluto far capire alla signora che il fatto che ci fosse la muffa fosse quasi un valore aggiunto (non c’erano conservanti di nessun tipo), ma è chiaro che non sarebbe stata la mossa migliore.

Analizzando cosa fosse successo ho capito che il problema era stata la non comunicazione sul prodotto: la signora mi aveva spiegato che la torta era stata acquistata per i suoi nipotini che venivano una volta a settimana a trovarla, e se non la finivano rimaneva in una credenza. Quando ho spiegato che si trattava di un prodotto artigianale la signora ha controbattuto che con quelle della mulino bianco la cosa non succedeva.

Orrore!

In buona sostanza il mio prodotto era stato comparato ad un prodotto industriale ed ho capito da allora che la miglior arma per l’artigiano è imparare a comunicare.

I conservanti possono essere utilizzati, ma non facciamoci fuorviare dalla parola attribuendogli un significato negativo che non gli appartiene: ci sono conservanti e conservanti.

Ricetta: canditi all’arancio senza glutine e senza conservanti

Per fare un esempio, ecco una fantastica ricetta per creare dei canditi all’arancio davvero buonissimi, che possono essere conservati anche per 1 anno. Tutto questo grazie allo sciroppo di zucchero che andremo a creare.

Sono naturalmente senza glutine e possono essere utilizzati in varie preparazioni.

Ingredienti:

  • Arance dalla buccia spessa non trattate
  • 1 lt acqua
  • 600 g zucchero

Procedura:

Tagliamo a filetti la buccia delle arance.

Mettiamo acqua e zucchero in un pentolino e portiamo a bollore.

canditi all'arancia senza conservanti

Inseriamo le arance, abbassiamo il fuoco e lasciamo sobbollire a fuoco molto moderato per 2 ore. Dopodiché copriamo con pellicola praticando qualche formulino per far fuoriuscire il vapore e lasciamo riposare per una notte.

Il giorno dopo scoliamo le arance e ripetiamo l’operazione.

Conservate le arance nel loro sciroppo e dureranno anche molti mesi.

canditi all'arancia senza conservanti

A volte ho visto soprattutto nei bambini avversità ai canditi, ma spesso è perché non abbiamo assaggiato la vera qualità.

In conclusione: togliamoci dalla mente il concetto di giusto o sbagliato, perché non esiste. Esiste un modo diverso di vedere le cose. L’importante è cercare una corretta ed attenta informazione, sentendo più opinioni e decidendo evitando partiti presi o fondamentalismi. Su questo scriverò presto una articolo.

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